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Cose'è l'inflazione

Buongiorno, affezionati lettori di Headway, oggi parliamo di Inflazione.

L'inflazione è un aumento sostenuto e generalizzato dei prezzi dei beni e dei servizi in un'intera economia.


L'inflazione può essere misurata in vari modi, ma l'indice dei prezzi al consumo (CPI) è uno dei più comuni. Il CPI è diviso in categorie, che rappresentano i diversi tipi di beni e servizi che vengono acquistati dai consumatori. Queste categorie includono, ad esempio, l'alimentazione e le bevande, l'abbigliamento, il trasporto, l'abitazione, l'energia elettrica, il gas e altri combustibili, la cura della salute, l'istruzione, il tempo libero e la cultura. Il prezzo dei beni e dei servizi viene raccolto attraverso una serie di rilevazioni, che vengono poi confrontati con i prezzi registrati in un anno di base. In questo modo, si può capire quanto i prezzi siano aumentati o diminuiti rispetto al passato.


Questo che potete vedere è il grafico che mostra l’inflazione degli ultimi 60 anni in Italia.



Come potete vedere l’inflazione in Italia è stata particolarmente elevata in tutto il decennio degli anni ’70, protraendosi poi con alti regimi fino alla metà degli anni ’80. Questo perché negli anni '70, l'Italia ha affrontato una serie di sfide economiche che hanno contribuito all'aumento dei prezzi e all'instabilità economica durante quel periodo.


In primo luogo, c'è stata una forte crescita della spesa pubblica, con l'aumento delle spese sociali e del welfare state. Questo ha portato ad un aumento del deficit pubblico e alla necessità di finanziare la spesa attraverso l'emissione di moneta, causando un eccesso di liquidità e l'aumento dei prezzi.
In secondo luogo, ci sono stati aumenti salariali elevati, soprattutto nel settore pubblico, che hanno portato ad un aumento dei costi di produzione e dei prezzi dei beni e dei servizi.
Inoltre, c'è stata una crisi petrolifera globale nel 1973, che ha causato un aumento dei prezzi del petrolio e un aumento dei costi di produzione per molte industrie.
Infine, l'Italia ha subito una serie di scioperi e conflitti sindacali, che hanno portato ad interruzioni della produzione e a un aumento dei costi delle merci.


Tutti questi fattori hanno contribuito all'aumento dell'inflazione in Italia negli anni '70, portando ad una grave crisi economica e ad un periodo di instabilità politica. Per contrastare questa situazione, furono intraprese misure economiche d'emergenza, tra cui la svalutazione della moneta e la riduzione delle spese pubbliche.
L'inflazione può essere causata da una serie di fattori, tra cui la domanda eccessiva rispetto all'offerta, l'aumento dei costi di produzione, la svalutazione della valuta e una politica monetaria troppo accomodante da parte delle banche centrali. L'inflazione può avere effetti negativi sull'economia, come un calo del potere d'acquisto, un aumento dei tassi di interesse e un rallentamento della crescita economica.

La Deflazione


La deflazione, al contrario, è una diminuzione sostenuta e generalizzata dei prezzi dei beni e dei servizi in un'intera economia. La deflazione può essere causata da una diminuzione della domanda, un'eccessiva capacità produttiva, una politica monetaria restrittiva o una rapida apprezzamento della valuta. La deflazione può anche avere effetti negativi sull'economia, come un aumento del debito, un aumento della disoccupazione e una diminuzione della spesa dei consumatori.


Mentre l'inflazione può sembrare una forza distruttiva, una moderata inflazione può essere un segno di una economia in crescita. Un tasso d'inflazione del 2% annuo, ad esempio, può essere considerato sano perché indica una crescente domanda per i beni e i servizi. Tuttavia, se l'inflazione inizia a salire troppo rapidamente, la banca centrale ha disposizione vari metodi per regolare l’inflazione e per tentare di mantenerla stabile.
La deflazione, al contrario, è spesso considerata più pericolosa dell'inflazione perché può portare a una spirale discendente. Quando i prezzi diminuiscono, i consumatori possono decidere di posticipare gli acquisti nella speranza di ottenere prezzi ancora più bassi in futuro, portando ad una diminuzione della domanda e della produzione, a sua volta causando una diminuzione dei prezzi e rallentamento economico con crescente disoccupazione. La banca centrale può cercare di combattere la deflazione aumentando la liquidità nell'economia e abbassando i tassi di interesse per stimolare la domanda.


In sintesi, l'inflazione e la deflazione sono due forze economiche opposte, ma entrambe possono avere effetti negativi sull'economia. Una moderata inflazione può essere sana, ma un'eccessiva inflazione può portare a problemi economici. Allo stesso modo, la deflazione può essere problematica se diventa troppo pronunciata e persistente. La banca centrale gioca un ruolo importante nel controllare entrambe le forze, utilizzando la politica monetaria per influenzare l'offerta di denaro nell'economia.

Sfatiamo un mito:


Dall’introduzione dell’euro in Italia si è diffusa la credenza che i prezzi siano raddoppiati, questo però non corrisponde alla realtà.
Il grafico seguente mostra come dal 2002 l’inflazione percepita dagli italiani e quella effettiva siano diverse.

L'introduzione dell'euro ha effettivamente portato ad un aumento dell'inflazione di circa il 2,5%, accompagnato da un aumento dei prezzi di alcuni beni e servizi di consumo frequente. Tali beni e servizi sono ciò che ha spinto esageratamente l’inflazione percepita dando l’illusione che i prezzi siano aumentati in maniera incontrollata.
L'aumento dei prezzi dei beni e dei servizi effettivo (indicato dalla linea blu) è stato causato da molteplici fattori, tra cui l'aumento dei costi di produzione e l'aumento della domanda.
Mentre l'euro ha avuto un impatto sull'inflazione, è importante notare che non è stato il solo responsabile dell'aumento dei prezzi e la percezione di tale aumento spropositato (linea azzurra) non corrisponde alla realtà.


L’inflazione percepita non può essere considerata come un valore attendibile in quanto illustra l’aumento dei prezzi di un numero ridotto di beni.


Negli ultimi anni, l'inflazione in Italia è stata relativamente bassa, ma la pandemia da COVID-19 e la guerra tra Russia e Ucraina hanno portato a un aumento dei prezzi dell'energia e dei beni di consumo, mettendo a dura prova il potere d'acquisto dei consumatori.
Il rischio di inflazione rimane una preoccupazione costante per l'economia italiana. Per mantenere l'inflazione sotto controllo, è necessario perseguire politiche monetarie e fiscali appropriate e mantenere la stabilità finanziaria. Inoltre, l'Italia deve affrontare alcune sfide strutturali, come l'alto debito pubblico e la bassa produttività, che possono influire sull'inflazione a lungo termine.


Le nostre considerazioni:


Seppure la banca centrale abbia provato a contenere l’inflazione utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione, i dati raccolti dall’ ISTAT ci mostrano come tale obiettivo non sia stato raggiunto.
Infatti, nonostante i tentativi di mantenere un’inflazione intorno al 2%, l’inflazione in Italia si è attestata intorno al 6,2% dal gennaio 1960 al gennaio 2023.
L’inflazione totale è quindi aumentata del 2670%.
L’alto debito pubblico, che rappresenta circa il 160% del PIL, limita la flessibilità fiscale del governo e rende difficile finanziare investimenti pubblici e politiche di stimolo economico. In secondo luogo, la bassa produttività del paese limita la capacità di crescita e competitività a livello globale, essendo una conseguenza di problemi quali la burocrazia, la mancanza di investimenti in infrastrutture e tecnologie, e la scarsa efficienza del mercato del lavoro. Inoltre, la pandemia da COVID-19 ha aggravato la situazione economica e sociale, con una contrazione del PIL del 8,9% nel 2020 e un aumento della disoccupazione.
La risposta del governo italiano a queste sfide sarà essenziale per garantire la stabilità economica del paese nel futuro.

Per il momento noi ci lasciamo e ci rivedremo nel prossimo articolo.

Un saluto,


Headway